
Durata: 2h 30 min
Genere: Azione, drammatico
Origine: USA
Distribuzione: Walt Disney
Regia: Guillermo Del Toro
Cast: Bradley Cooper, Cate Blanchett, Toni Collette, Willem Dafoe, Richard Jenkins
Trama:
Un uomo dà fuoco a una casa fatiscente e se ne allontana senza voltarsi. Dopo un breve viaggio s’imbatte in un Luna Park d’infimo ordine dove viene “assunto” come manovale.
Valutazione pastorale:
Tratto dal romanzo “Nightmare Alley” di William Lindasy Gresham (è uscito negli Stati Uniti nel 1947 ed è pubblicato in Italia da Sellerio), da gennaio 2022 è nelle sale italiane “La fiera delle illusioni” (“Nightmare Alley”). A dire il vero la “discesa agli inferi” di Stanton Carlisle (questo il nome del protagonista) era già stata portata sullo schermo nel 1947, nell’omonimo film diretto da Edmund Goulding e interpretato da Tyrone Power, che giova ricordarlo ebbe scarso successo tra il pubblico, molto probabilmente poco contento di vedere il suo beniamino in un ruolo così negativo. Ora è Guillermo del Toro – Leone d’oro alla 74ª Mostra del Cinema della Biennale di Venezia e quattro Premi Oscar per “La forma dell’acqua” (2017) – con la sua sensibilità e fantasia inquieta e inquietante a raccontarci la parabola di quest’ uomo ambizioso, crudele e privo di scrupoli. La storia. Nella provincia americana alla vigilia della Seconda guerra mondiale Carlisle (che qui ha tutto il fascino e la bravura di Bradley Cooper) si imbatte in un modestissimo Luna Park itinerante dove riesce a farsi “assumere” come manovale. Qui ha modo di conoscere, oltre all’infido proprietario Clem (Willem Dafoe, bravo come sempre), la chiaroveggente Zeena (Toni Colette), che imbroglia i suoi spettatori creduloni con l’aiuto del marito Pete (David Strathairn), un ex mentalista alcolizzato. Ma incontra anche la giovane e innocente Molly (Rooney Mara), che si innamora di lui. Quando l’anziano Pete muore Carlisle ne raccoglie l’eredità e parte con Molly alla ricerca del successo. La sua ambizione e le sue doti istrioniche lo portano in poco tempo a esibirsi per l’alta società newyorkese. Durante uno spettacolo conosce la psichiatra Lilith Ritter (Cate Blanchett, algida e affascinante come non mai) e, con la sua complicità, cerca d’imbrogliare l’ambiguo miliardario Ezra Grindle (Richard Jenkis). L’ingannatore finirà per essere ingannato… “La fiera delle illusioni” è un film poliedrico: dramma psicologico, racconto didascalico e metafora del sogno americano dell’uomo che si fa (ma anche si distrugge) da sé. Immersa nell’atmosfera dei noir degli anni ’40 – come la presenza di femme fatale, la dinamica delle relazioni nonché lo stile visivo messo in campo –, a cui il regista messicano evidentemente si ispira senza però rinunciare al suo personalissimo stile visionario, l’opera soffre un po’ per la trama macchinosa e per un finale tutto sommato abbastanza prevedibile. “La fiera delle illusioni” può contare su una regia solida, quella di Guillermo del Toro, capace di tenere sempre ben collegati trama e ordito, come pure su attori di prim’ordine – oltre al citato Bradley Cooper in odore di nomination agli Oscar 2022, sono da sottolineare le interpretazioni di Willem Dafoe, Rooney Mara, Toni Colette e Cate Blanchett – e scenografie, ambientazioni, suggestive e accurate, del tutto perfette.
